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L'incidente avvenuto alle porte di Roma è solo l'ultimo di una serie di gravi episodi che si stanno verificando con sempre più frequenza nelle piscine italiane, e che mettono a rischio la salute dei cittadini. Lo afferma la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) intervenendo sul caso di Mentana, dove una nube scaturita da una fuoriuscita anomala di cloro ha provocato l'intossicazione di dieci persone.
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"I prodotti chimici normalmente utilizzati per la disinfezione delle acque delle piscine (ad esempio ipoclorito di sodio e di calcio, acido solforico, acido tricloroisocianurico, ecc.) sono classificati come pericolosi perché in gran parte corrosivi - spiega il presidente Sima, Alessandro Miani - Nel caso in cui ipocloriti e cloroisocianurati vengano a contatto con i correttori di acidità (acido solforico, cloridrico, ecc.) possono liberare cloro gassoso, gas tossico per inalazione responsabile di intossicazioni acute anche molto gravi".












