Giorgia Meloni vuole (ri)fare l’americana. I dissapori con Donald Trump resistono, ma il tempo passa e più del presidente USA la premier non tollera le accelerazioni di Emmanuel Macron. Incontrerà il presidente francese a fine mese, in queste settimane non gliele ha mandata a dire: “Ai francesi nun je regalo niente”, replica in romanesco. Esclusa dai formati con Germania e Regno Unito, si guarda intorno. Lunedì sarà a Evian, in Alta Savoia, per il G7 e spera di rivedere Trump. Magari in un bilaterale. Intanto, il ministro della Difesa Guido Crosetto vola a Washington per incontrare il nerboruto segretario della Guerra, Pete Hegseth. E tra dieci giorni è Antonio Tajani a salpare per gli USA, direzione Miami, terra Maga, per abbracciare il segretario di Stato, Marco Rubio. Interessi economici e militari, vecchi amori da riscaldare.
Sono Giulio Ucciero, cronista politico di HuffPost, e in questa puntata di Papaveri e Papere, ci infiliamo nella mente della premier, che si consola con le opposizioni, ma decide di attaccare Roberto Vannacci e di mettere mano al dossier della Lega, partito di un Matteo Salvini dato da alcuni meloniani “agli sgoccioli”. La lunga traversata verso le elezioni rischia di diventare un piano inclinato.










