Arenello con la testa mozzata e la protesta per il mare negato a Poggio Arena si colora di tinte più fosche. Arenello è il pupazzo creato la settimana scorsa dai residenti della zona balneare impegnati nella lotta per ottenere l'accesso pedonale alla spiaggia usato da più di mezzo secolo e chiuso l'anno scorso dall'imprenditore svizzero che ha acquistato l'area perché rientra nella sua proprietà.
Il pupazzo, ad altezza d'uomo con i suoi pantaloni a quadri su fondo rosso, camicia azzurra e in testa un cappello di paglia, è stato posizionato dai residenti di fronte al cancello chiuso con la bandiera tricolore e sul corpo il cartello «strada negata, protesta annunciata». Ieri l'amara sorpresa: la testa di Arenello è stata mozzata.
Uno scherzo di pessimo gusto o un avvertimento contro una protesta che si sta facendo sempre più dura e pesante e quindi scomoda. I residenti che presidiano la zona non l'hanno certo presa bene: Arenello è la mascotte del loro presidio, il simbolo di una battaglia che sentono di combattere anche per principio, non solo per un accesso al mare. Qualcuno parla apertamente di gesto intimidatorio, altri di un clima che si sta deteriorando attorno a una vicenda che avrebbe potuto essere risolta con il semplice buon senso, mentre cresce la sensazione che la tensione stia superando i confini di una normale controversia amministrativa. C'è chi teme che episodi simili possano ripetersi e chi, invece, invita a mantenere la calma per non offrire pretesti a chi vorrebbe delegittimare la protesta.











