Il presidio dei residenti della zona balneare di Poggio Arena non si ferma e anzi si radicalizza davanti al cancello di via delle Acacie, sbarrato da settimane e trasformato nel simbolo di un diritto negato. A turno, i residenti presidiano l’ingresso con tavolo ombrelloni e sedie, decisi a non arretrare di un millimetro mentre la vicenda si trascina tra denunce, sopralluoghi e rimpalli di responsabilità. Oggi la novità: un accesso al mare è comparso all’improvviso. Il proprietario dell’area, dopo l’ordine del Tar che lo obbliga a garantire il passaggio pedonale lungo il tracciato storico o tramite un percorso alternativo, ha fatto aprire un sentiero ricavato in fretta e furia dopo un giorno di scerbatura.
Formalmente l’accesso ora esiste, ma la protesta non si è affatto placata. Anzi, si è inasprita. I residenti lo definiscono un varco improvvisato, pericoloso e privo delle autorizzazioni necessarie. Carmelo Faraci, uno dei promotori della mobilitazione, ha depositato un esposto alla Capitaneria di porto dopo il sopralluogo dei militari di ieri. Nell’atto denuncia che il percorso sfocia direttamente in un’area dunale protetta, dove per legge non è possibile intervenire senza autorizzazioni specifiche. Un’area che dovrebbe essere tutelata e non trasformata in corridoio di passaggio per centinaia di bagnanti che, per raggiungere la spiaggia, finiscono per calpestare le dune. A questo si aggiunge un dislivello di sette-otto metri privo di qualsiasi barriera di protezione, un rischio evidente per chiunque, soprattutto bambini e anziani. Su questo punto è stato richiesto l’intervento della polizia locale.







