Esposti, segnalazioni, il presidio permanente e ora anche l’infortunio sul lavoro: la battaglia per il mare negato dei cittadini di Poggio Arena a Gela diventa ogni giorno più pesante. Il rispetto di un’ordinanza del Tar del maggio scorso che prescrive l’apertura della strada usata da 60 anni per il passaggio pedonale (l’ha chiusa un anno fa l’imprenditore svizzero che ha acquistato terreno e casa) è l’oggetto di una contesa senza fine che va oltre la protesta per assumere contorni giudiziari e politici. Ora anche l’infortunio ad un lavoratore che fa parte della squadra impegnata a mettere in sicurezza la strada alternativa a quella storica. Il lavoratore, forse per il caldo cocente, si è improvvisamente accasciato a terra mentre stava operando sul posto e dei colleghi di lavoro lo hanno trasportato d’urgenza in ospedale. I residenti appostati davanti al cancello chiuso con camper, sedie ed ombrelloni, come fanno da un mese, lo hanno visto barcollare mentre i colleghi sconvolti lo portavano in auto. "Doveva essere il primo giorno di apertura della strada alternativa. Tutto potevamo immaginare ma non che succedesse questo" - hanno detto i residenti rivolgendo un pensiero affettuoso al lavoratore per far sentire tutta la vicinanza del presidio.