HomeAnconaCronacaL’inchiesta di Pietralacroce. Basi di cemento, pali e scivoli davanti alle grotte: 37 assoltiErano finiti a processo con l’accusa di occupazione abusiva di spazio demaniale marittimo. Dopo tre anni tra indagini, udienze e memorie difensive, ora il Tribunale ha chiuso il caso.Alcune grotte alla ScalacciaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciArriva a un punto finale la vicenda delle grotte sotto Pietralacroce dove erano emersi presunti abusi. Ieri la giudice Antonella Passalacqua ha assolto "per non aver commesso il fatto" tutti e 37 i proprietari delle cavità situate sulle spiagge della Scalaccia e della Vedova. Erano finiti a processo con l’accusa di occupazione abusiva di spazio demaniale marittimo, una violazione del codice della navigazione. Dopo tre anni tra indagini, udienze e memorie difensive, il Tribunale ha chiuso la partita e ha rimesso tutti in "libertà" da ogni addebito penale.
La storia parte a febbraio 2023. La guardia di finanza aveva avviato accertamenti sul versante di Pietralacroce e messo sotto la lente 37 grotte. Nel mirino non sono le cavità in sé, ma le strutture antistanti: basamenti in cemento, pali e traverse di legno ancorate al suolo, scivoli che permettono a bagnanti e piccole imbarcazioni di arrivare in acqua. Per i militari erano opere abusive. Mancavano i titoli, una occupazione di demanio marittimo senza concessione. Per quattro mesi i finanzieri avevano convocato i grottaroli al comando di via lungomare Vanvitelli: identificazioni, elezione di domicilio, poi l’avviso di garanzia. Tutti erano difesi dall’avvocato Marco Pacchiarotti.












