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Non è più contestata l’aggravante di aver agevolato la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto. Così è passata dalla Dda di Catanzaro alla Procura ordinaria di Crotone l’inchiesta che nel dicembre scorso ha colpito l’organizzazione che gestiva il traffico illecito di reperti archeologici trafugati dai siti di Roccelletta di Borgia, Monasterace e Capo Colonna. Nelle scorse ore è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini a carico di 16 persone che devono rispondere a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di plurimi reati di esecuzione di scavi illeciti, deturpamento di siti archeologici, furto e ricettazione di beni archeologici. Nel registro degli indagati compaiono i nomi di Vincenzo Godano, residente a Isola Capo Rizzuto; Roberto Filoramo, residente a Isola Capo Rizzuto; Giuseppe Guarino, residente a Isola Capo Rizzuto; Carmine Minarchi, residente a Isola Capo Rizzuto; Michele Nicoscia, residente a Isola Capo Rizzuto; Luca Filoramo, residente a Isola Capo Rizzuto; Salvatore Capicchiano, residente a Isola Capo Rizzuto; Francesco Salvatore Filoramo, di Isola Capo Rizzuto; Francesco Caiazzo, residente a Isola Capo Rizzuto; Nicola Filoramo, residente a Isola Capo Rizzuto; Michele Consolato Nicotra, di Paternò; Stefano Rottella, di Paternò. Filadelfio Calvagna, di Paternò; Salvatore Cavallaro, di Paternò; Salvatore Palumbo, di Paternò; Adriano Nicotra di Paternò. Sono 47 i capi di imputazione di cui devono rispondere gli indagati che adesso avranno 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentiti dai pm per fornire la propria versione dei fatti che gli vengono contestati. Solo allo scadere di questo termine la Procura potrà decidere se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio o al contrario chiedere l’archiviazione. Nel collegio difensivo sono presenti gli avvocati Luigi Villirilli, Salvatore Iannone, Mario Prato, Roberto Coscia,Tiziana Aloisio, Antonio Giuffrida e Domenico Leanza.