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12 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:13

Due distinte operazioni delle Direzioni distrettuali antimafia di Catanzaro e Catania hanno svelato un imponente traffico illegale di reperti archeologici nel Mezzogiorno, smantellando due organizzazioni strutturate che saccheggiavano sistematicamente parchi e siti di alto valore storico. A conclusione delle indagini condotte dai carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale, sono stati emessi complessivamente 56 provvedimenti cautelari.

In Calabria le misure sono undici – due in carcere e nove ai domiciliari – mentre in Sicilia sono state quarantacinque: nove in carcere, quattordici ai domiciliari, diciassette obblighi di dimora, quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria (due dei quali notificati all’estero) e una sospensione dall’esercizio d’impresa per il titolare di una casa d’aste coinvolta nel traffico. Proprio in Sicilia è stato eseguito il sequestro più ingente: migliaia di reperti per un valore stimato di 17 milioni di euro.