La Procura aretusea ha aperto un'indagine sulla scorta dell'esposto relativo alla spiaggia negata allo sbarcadero Santa Lucia. Al centro dell'esposto, la condotta del concessionario privato e la presunta omissione da parte degli organi istituzionali a controllare a tutela del demanio marittimo e del diritto di libero accesso alla battigia.
«Per più di dieci anni - ha spiegato Giorgio Nanì La Terra, che ha proposto la denuncia - l'accesso alla spiaggia è stato impedito alla cittadinanza. Una recinzione e un cancello costantemente sbarrato hanno precluso la fruizione del mare e persino il transito sulla battigia, area indisponibile per legge che deve sempre rimanere sgombra e accessibile per ragioni di sicurezza».
Come emerge dalla recente sentenza della terza sezione del Tar di Catania, «il privato ha fatto scudo del silenzio e dei provvedimenti contraddittori delle stesse autorità per bloccare i tardivi ordini di rimozione delle barriere – aggiunge La Terra - Il Tar ha infatti accolto il ricorso del concessionario e annullato i provvedimenti ingiuntivi di ripristino emessi dall'assessorato regionale (Arta) e dalla Capitaneria di porto. Dopo la sentenza, La Terra ha scritto una lettera indirizzata alle massime autorità territoriali, ottenendo l'apertura di un fascicolo a carico d'ignoti. Il concessionario ha apertamente di fatto dichiarato che mai ha ricevuto alcun provvedimento in tal senso».







