Nonostante 1,3 milioni di donatori, 900 tonnellate di plasma raccolte nel 2025, e più di 2 milioni di donazioni di sangue, serve «continuare a investire nell’autosufficienza nazionale di plasma», valorizzando la donazione volontaria, «una risorsa preziosa per il Servizio sanitario, un principio che costituisce il fondamento del sistema trasfusionale italiano e contribuisce a garantire equità, sicurezza e disponibilità delle cure per migliaia di pazienti». È il messaggio lanciato da Oscar Bianchi, presidente nazionale dell’Avis, in occasione della Giornata del donatore.

Un appuntamento, ha evidenziato Bianchi, per «tutelare questi principi, la piena applicazione della legge 219 e i donatori stessi, garantendo un utilizzo etico e trasparente dei dati e contrastando ogni tentativo di sfruttamento commerciale del dono».

Allo stesso tempo, c’è la necessità di «rafforzare la raccolta associativa, e assicurare la sostenibilità del sistema attraverso il rapido aggiornamento delle tariffe attualmente all’esame del ministero della Salute», che servono a ristorare i costi vivi sostenuti dalle associazioni.

Perché difendere il dono, ha infine dichiarato Bianchi, «significa garantire al Paese un sistema fondato sulla solidarietà, sulla sicurezza e sulla responsabilità collettiva».