I nuovi donatori di sangue e di plasma sono in aumento: su circa il 10% di volontari Avis che ogni anno smettono di donare perché superano il limite dei 70 anni (età oltre la quale non è più possibile farlo) entra il 2% di nuovi donatori. Un dato positivo e in crescita se comparato all’1% del 2023. «Ma serve uno sforzo in più, soprattutto sul fronte del plasma - puntualizza il neo presidente di Avis, Oscar Bianchi - l’obiettivo a cui mirare deve essere l’autosufficienza nei medicinali plasmaderivati».
Ovvero, farmaci “salvavita” prodotti industrialmente a partire dal plasma umano, come le immunoglobuline, utilizzate per la cura di malattie autoimmuni, infezioni e patologie croniche. O l’albumina, fondamentale per chi soffre di insufficienza epatica e renale.
E la domanda per questi medicinali cresce di anno in anno: si pensi che tra il 2014 e il 2024 il fabbisogno di immunoglobuline è aumentato del 57%. Il nodo, però, è che in Italia non viene raccolto abbastanza plasma per rispondere a questa domanda in crescita: si riesce a coprire circa l’83% del fabbisogno di plasmaderivati, per un costo di 375 milioni di euro a carico del Servizio sanitario nazionale, mentre il restante 17% viene acquistato sul mercato, prevalentemente dagli Stati Uniti, con un peso di altri 263 milioni sulle casse dell’Ssn.







