Roma – Perché nasce e a chi si rivolge Spazio Pubblico?

“Perché non mi rassegno all’idea che gli italiani debbano scegliere tra populismi che si alimentano a vicenda. La polarizzazione non è un destino e il declino non è inevitabile. C’è un Paese che vuole tornare a crescere, innovare, premiare le competenze e offrire opportunità a chi lavora e a chi studia. È a quel Paese che vogliamo dare una voce”. A poco più di una settimana dall’annuncio dell’addio al Pd, e alla vigilia della prima uscita pubblica a Milano nella convention degli europeisti, Pina Picierno, forte di oltre 20 mila adesioni in pochi giorni al suo neonato movimento, racconta quale debba essere la prospettiva politica del nuovo cantiere appena aperto per sfidare tanto il centrodestra quanto il cosiddetto campo largo.

Pina Picierno

Partiamo dal nome: perché un nome così inusuale?

“Perché negli ultimi anni la politica è diventata uno spazio privato: una contesa tra leader e tifoserie, mentre ai cittadini veniva chiesto soltanto di schierarsi. Noi vogliamo l’opposto. “Spazio Pubblico” richiama la grande tradizione democratica europea, da Hannah Arendt a Jürgen Habermas: il luogo del confronto, della partecipazione e degli interessi generali. Meno propaganda, meno algoritmi della rabbia, più politica”.