Chi coltiva l’obiettivo d un riformismo democratico, europeista e, soprattutto, di governo, non può non guardare con attenzione al progetto politico di Pina Picierno. Non si tratta, come ovvio, di personalizzare eccessivamente, e per l’ennesima volta, un’iniziativa politica. Ma è altrettanto indubbio che quando un progetto politico si lega anche ad un leader politico il percorso è più facile da intraprendere.
Ora, e detto questo, è altrettanto indubbio che la prospettiva, oggi, di rafforzare un Centro riformista, democratico, europeista e di governo non si può praticare in qualsiasi luogo politico o in qualsiasi partito o coalizione. A sinistra, per fare un esempio concreto, questo disegno è quasi alternativo rispetto al progetto perseguito concretamente e legittimamente dal Pd della Schelin. Al di là dei “cattolici indipendenti di sinistra” di Delrio e compagni che restano nel Pd nella sola speranza di farsi concedere gentilmente pochi, anzi pochissimi, seggi parlamentari, è di tutta evidenza che da quelle parti è ritornato preponderante il sogno della antica e gloriosa “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto. Cioè di un’alleanza, del tutto legittima sia chiaro, che riesca a sommare le varie sfumature di rosso presenti nella società italiana.











