di Sergio Ciliegi

Che Pina Picierno fondi un movimento politico è una questione di natura politica sui cui non c’è ragione di eccepire.

Molto invece ritengo vi sia da eccepire, sotto il più rilevante profilo dell’etica politica, sul fatto che lei, diventata parlamentare europea con i voti di elettori del Pd e vicepresidente del Parlamento europeo con i voti di colleghi del Pd, abbia lasciato il Pd e i suoi elettori, per rappresentare i quali era entrata nel parlamento europeo, mantenendo tuttavia la carica che aveva ottenuto in virtù del voto degli elettori del Pd che ora ha deciso di non rappresentare più, avendo fondato un nuovo soggetto politico.

È vero che ormai, ahimè, così fan tutti/e: “lascio il partito nelle cui liste sono stato eletto/a parlamentare, nazionale o europeo, ma resto parlamentare.” Ed è anche vero che non esiste vincolo di mandato. Ma che a lasciare il partito nelle cui liste è stata eletta senza dimettersi da parlamentare sia una vicepresidente del parlamento europeo mi pare francamente troppo, per non dire indecente.

Mi auguro (senza speranza, temo) che prima o poi i partiti, tutti insieme, vogliano mettere una qualche forma di freno a questo costume, per usare un eufemismo, che ferisce gli elettori prima ancora dei partiti. Ma se le cose non cambiano si avvererà prima o poi la profezia di Saramago del Saggio sulla lucidità: andranno a votare tutti, ma voteranno tutti scheda bianca.