La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno lascia il Pd. A spiegarne le ragioni in un'intervista a Claudio Cerasa sul Foglio, nell'edizione cartacea di giovedì, è la stessa Picierno. "La casa dei riformisti non c'è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. È ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni".

Fonti vicine alla parlamentare hanno spiegato all'Ansa che Picierno aderirà al Partito Democratico europeo, del quale è segretario Sandro Gozi, nella famiglia europea di Renew. Gozi oggi commenta dicendo che "Pina Picierno ha avuto il merito di affermare una verità che molti vedono e pochi hanno il coraggio di dire. Non si può essere europeisti a giorni alterni, atlantisti a convenienza o riformisti solo a parole".

"Di dubbi ne ho avuti moltissimi" spiega Picierno al Foglio, "mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Partito democratico di Elly Schlein che è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato e perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste. Ora tocca a me avere coraggio". E ancora: "Dopo gli anni della Margherita abbiamo provato a unire le migliori tradizioni democratiche del paese, a conciliare la giustizia sociale con la libertà individuale, ad avvicinare e tenere insieme le aspirazioni socialiste e liberali. Questo era e sarebbe dovuto essere il Pd. Ma ha subìto uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso, come ho più volte chiesto. Il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più ed è necessario prenderne atto, ma le ragioni per cui è nato esistono ancora. Resto democratica, non torno indietro".