L’uscita di Picierno è molto più di una rottura personale con la segretaria del partito Elly Schlein. Porta infatti allo scoperto un dibattito più ampio all’interno del centrosinistra italiano sul significato del riformismo, sul ruolo dell’Europa, sulle politiche di sicurezza e su come rispondere alle forze populiste ed estremiste
Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo del Partito democratico, ha lasciato il partito sostenendo che la principale forza del centrosinistra italiano abbia progressivamente perso la propria identità riformista.
Secondo fonti vicine all’eurodeputata citate dall’Ansa, Picierno sarebbe destinata ad aderire al Partito democratico europeo (EDP), guidato dall’eurodeputato ed ex sottosegretario italiano Sandro Gozi, ora parte del gruppo Renew Europe al Parlamento europeo.
Le ragioni politiche dietro la scelta
La sua uscita mette in evidenza le tensioni tra l’area riformista del Pd e l’attuale leadership del partito. Il nodo del contendere riguarda soprattutto la collocazione politica della forza guidata da Elly Schlein e il rapporto con le diverse culture interne del centrosinistra. La vicenda si inserisce inoltre in un confronto più ampio che tocca temi centrali della politica europea, come il sostegno all’Ucraina, le politiche di difesa e il rapporto con i movimenti populisti.










