In un'intervista a Il Foglio, la vicepresidente del Parlamento europeo ha definito il Partito Democratico di Elly Schlein "un posto diverso da quello che abbiamo fondato". Secondo Picierno, "serve un riformismo coerente e popolare"
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Pina Picierno, attuale vicepresidente dell'Eurocamera, ha deciso di lasciare il Partito Democratico guidato da Elly Schlein, definendolo "un posto diverso da quello che abbiamo fondato". Lo ha annunciato in un'intervista a Il Foglio, spiegando che "la casa dei riformisti non c'è più" ed "è ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni".
Picierno: "Il Pd ha subito uno snaturamento"
Intervistata da Claudio Cesara, direttore del quotidiano, Picierno ha annunciato la decisione di lasciare il partito sostenendo, tra le altre cose, che non si possa "essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi". "Di dubbi ne ho avuti moltissimi, mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Partito democratico di Elly Schlein", ha detto l'ex leader dei giovani della Margherita. Picierno, che quel partito lo ha visto nascere, racconta che: "Dopo gli anni della Margherita abbiamo provato a unire le migliori tradizioni democratiche del paese, a conciliare la giustizia sociale con la libertà individuale, ad avvicinare e tenere insieme le aspirazioni socialiste e liberali. Questo era e sarebbe dovuto essere il Pd. Ma ha subìto uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso, come ho più volte chiesto. Il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più ed è necessario prenderne atto, ma le ragioni per cui è nato esistono ancora. Resto democratica, non torno indietro".










