Per quasi vent'anni è stata una delle figure simbolo del Partito Democratico. Oggi Pina Picierno dice addio a quella che è stata la sua «casa politica». L'annuncio arriva in una lunga intervista al Foglio, nella quale la vicepresidente del Parlamento europeo spiega le motivazioni della sua decisione e certifica una frattura maturata da tempo con la linea della segretaria dem Elly Schlein.
La carriera politica L’uscita di Picierno dal Pd non è un evento marginale. L’eurodeputata originaria di Santa Maria Capua Vetere è uno dei volti italiani più riconoscibili nelle istituzioni europee. Vicepresidente del Parlamento europeo dal 2022, alle elezioni del 2024 è stata tra i candidati più votati del proprio partito. Ma soprattutto appartiene a quella generazione che ha visto nascere e crescere l’esperienza politica dem. Picierno entra giovanissima in politica.Muove i primi passi nella Margherita, il partito di Francesco Rutelli, fino a diventarne segretaria nazionale dei giovani. Quando nel 2007 nasce il Pd è tra i dirigenti che credono fortemente nel progetto: una forza capace di tenere insieme culture politiche diverse, quella cattolico-democratica e quella riformista di centrosinistra, con l'ambizione di costruire un grande partito europeo. Un entusiasmo che l’ex dem ha ricordato anche nell’intervista aggiungendo come per lei il Pd non è mai stato soltanto un partito: «Al Nazareno sono cresciuta in senso fisico». Un'appartenenza che rende ancora più significativa la sua uscita, conseguenza di una scelta lenta ma inevitabile, dopo anni di dissensi e incomprensioni, e vissuta con evidente sofferenza: «Mi sono più che lacerata», ha ammesso, spiegando come l'addio sia arrivato soltanto quando la distanza politica è diventata impossibile da colmare. I malumori con Schlein Non uno strappo figlio di un singolo episodio, ma una ferita che si è consumata nel tempo. E che Picierno ha individuato nella guerra in Ucraina e nel dibattito sulla difesa europea come momento della rivelazione in cui ha compreso che il partito nel quale era cresciuta stava cambiando natura. A suo giudizio il Pd oggi ha smesso di interpretare la realtà internazionale con una prospettiva europeista e riformista, trasformando temi strategici come la sicurezza e la difesa comune in questioni identitarie e di partito: «La casa dei riformisti non c'è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. E' ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni». Da quando è iniziata l’invasione russa dell’Ucraina, nel 2022, l'eurodeputata è diventata una delle voci più nette del centrosinistra italiano sul sostegno europeo a Kiev. Perché la guerra scatenata da Mosca non riguarda soltanto l'Ucraina ma il futuro stesso delle democrazie del vecchio continente. «Nel momento in cui l’europa ha iniziato a immaginare la più ambiziosa iniziativa politica e diplomatica degli ultimi decenni, cioè portare l’ucraina dentro la propria comunità politica, molti hanno improvvisamente nicchiato, rivelandosi per quello che sono: ipocriti e opportunisti». «Dobbiamo restare cauti sulle accise. Comprare gas russo? Una scemenza». Il commento di Gilberto Pichetto FratinÈ proprio su questo punto che è emersa la distanza rispetto alla leadership di Schlein. Picierno appartiene all'area riformista del Pd, quella che negli ultimi anni ha chiesto maggiore attenzione a crescita economica, innovazione, sicurezza, politica industriale e difesa europea. Una corrente che non ha risparmiato critiche alla strategia di avvicinamento al Movimento 5 Stelle guardando con sospetto a quella che l'europarlamentare ha più volte liquidato come una «deriva movimentista» del partito alimentata da «distinguo, ai silenzi e alle esitazioni» di una parte della sinistra italiana sul conflitto. Pur lasciando il partito, Picierno ha rivendicato però la continuità con i valori originari del progetto democratico: «Resto democratica, non torno indietro».Il futuro Per ora, non ha indicato una nuova destinazione politica. Fonti vicine alla vicepresidente del Pe hanno spiegato che aderirà al Partito Democratico europeo, del quale è segretario Sandro Gozi e che all'Eurocamera milita nel gruppo Renew Europe. Ma più che a un approdo immediato, Picierno guarda alla costruzione di un nuovo spazio politico europeista e riformista, capace di conciliare anime diverse e di contrapporsi sia ai sovranismi sia alle spinte populiste. «Serve un nuovo soggetto politico largo» – ha rivendicato – «che nasca per unire esperienze diverse». Parole che suonano come un messaggio rivolto non solo al Pd, ma all'intero campo del centrosinistra.










