Unire i riformisti

Claudio Velardi

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Ci sono quattro fondati motivi per guardare con interesse a “Spazio pubblico”, il progetto politico lanciato nei giorni scorsi da Pina Picierno.

Il primo, fondamentale, riguarda la tempistica. Mentre il dibattito tra i partiti si incarta sull’ennesima riformicchia della legge elettorale – discussione del tutto inopportuna, se non scandalosa, ad un anno dal voto – l’iniziativa di Picierno prescinde da piccole convenienze di bottega, non ragiona con il bilancino di quorum e soglie di sbarramento, non nasce per conquistare strapuntini parlamentari. È, finalmente, un disegno politico di respiro.