Emma ama le rose, nel chiostro dove la incontriamo sentiamo nell’aria la sua voce che ci parla dei fiori mentre una giovane donna accanto a lei l’aiuta nel movimento, nelle carezze ai boccioli rossi, lei ci saluta con un sorriso. Promemoria si chiama il nuovo lavoro di Davide Iodice, realizzato per la Biennale di Venezia, dopo Pinocchio, che cos’è una persona, in site specific al Centro Servizi San Giobbe (ancora oggi), unendo alle persone residenti – una ventina scelte insieme all’equipe sanitaria – performer formati con un workshop intensivo a Venezia – «Abbiamo individuato queste attrici e attori che avevano sensibilità, empatia, una vocazione pedagogica. Quando lavoro su progetti territoriali cerco di formare un gruppo che sia radicato nel territorio così che le relazioni con le persone possono continuare» ci spiega Iodice.
San Giobbe è una casa di riposo per anziani, una Rsa in cui molti dei residenti sono persone con un decadimento cognitivo, la chiamano la «malattia del tramonto», è l’Alzheimer, e che si parli di memoria, di come non perdere i dettagli e l’insieme lo capiamo sin dal nostro arrivo, quando ci chiedono di scrivere il nostro nome su un cartellino, e intorno i bigliettini ci dicono che quella è una sedia, un’altra una porta, o un quadro, un piatto.













