HomeCultura e SpettacoliTre mostre per meravigliarsi. Il debutto di Giulia Mangoni il tema dell’abbraccio e la derivaAl Mac di Lissone la prima personale dell’artista italobrasiliana fra documenti e storie orali. A Vedano una riflessione di ’design speculativo’ e a Brugherio le sette installazioni del gruppo Koinè.Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciQuattro piani di opere per andare alla scoperta di un’importante artista italo-brasiliana, già vincitrice del Premio Lissone pittura 2021 e che è alla sua prima mostra monografica museale. Un’immersione dentro una ricerca creativa che interseca pittura, memoria e territorio, dando vita a dipinti densi e stratificati, nei quali emergono figure e paesaggi che raccontano immaginari e realtà. È quanto si potrà ammirare questo weekend e per tutto il mese al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, dove è allestita la mostra “Stratigrafie del Vivente“, una personale dedicata a Giulia Mangoni. L’esposizione, spiegano dal MAC, è "concepita come una sequenza di ambienti in cui sistemi differenti, artigianali, simbolici, naturali e industriali, emergono come strati interdipendenti di un’unica realtà complessa". Quella proposta è una riflessione sul vivente, inteso come una rete di relazioni attraversata da memorie e trasformazioni: l’artista parte da documenti, testimonianze e storie orali e i dipinti rielaborano gesti, saperi e narrazioni. Ingresso libero.