Una figura avanza, è vestita di bianco, si muove con lenta delicatezza, i gesti scanditi da una voce che ne accompagna ogni movimento. Chi è questa presenza di cui non conosciamo il nome, che fluttua sulla scena cercando risposte al proprio dolore? Scopriamo che si tratta di Desdemona, la giovane nobile veneziana uccisa dal marito per gelosia, un femminicidio che nasce all’interno di un universo maschile di rivalità, intrighi, ambizioni, sete di potere di cui lei, Desdemona, diventa vittima quasi sacrificale in un silenzio di sofferenza e quasi di accettazione di quello che viene presentato come il suo «destino».
A partire da qui Satoshi Miyagi, nome di punta della scena giapponese di cui è protagonista da almeno trent’anni come su quella internazionale, costruisce la propria interpretazione dell’Otello di Shakespeare rovesciandone la prospettiva. Al centro della narrazione ci sarà proprio lei, Desdemona, e attraverso la sua voce, e la gestualità del suo corpo darà vita a una moltitudine di altre donne come lei ridotte al silenzio, alle loro storie in quella Venezia che lascia trasparire nell’oro dei commerci militarismo, sessismo, razzismo proiettandovi così le domande del nostro tempo.









