La 54esima edizione della Biennale Teatro, in partenza il sette giugno con il titolo Alter Native, si conferma «bicefala» rispetto al panorama italiano. Da una parte gli artisti e le artiste affermate, ognuno con una poetica ormai definita e influente; dall’altra la missione di scovare i «nuovi talenti», attraverso la sezione College: una vero fiore all’occhiello, possibile grazie alla capacità di sguardo dei direttori che si alternano e del proprio team – quest’anno è il secondo di Willem Dafoe alla guida – e di un investimento produttivo adeguato. I nomi più noti dell’edizione hanno un baricentro spostato a Sud, un buon segnale per un sistema teatrale che, durante le stagioni, è decisamente ancorato al Nord. A partire dal Leone d’Oro, Emma Dante, che a Venezia presenterà I fantasmi di Basile, liberamente ispirato a Lo cunto de li cunti.

Dante lavora su Basile già da molti anni, questo spettacolo si presenta come «una raccolta di immagini, scene e schegge del suo universo». Si esibiranno poi Davide Iodice con Promemoria, realizzato con la residenza per anziani San Giobbe di Venezia; mentre nell’ambito del progetto Scuole di Teatro, Arturo Cirillo dirigerà gli allievi della Scuola Teatro di Napoli su due testi della prima fase dell’opera di Enzo Moscato e Giorgio Sangati i neodiplomati dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni.