In scena dal 7 al 21 giugno, da Grecia, Giappone, Indonesia, India, Africa e Pacifico, oltre 200 artisti portano a Venezia tradizioni e linguaggi che sfidano lo sguardo occidentale. Il tema della 54/a edizione è "Alter Native"

Attraversa tutti i continenti la Biennale Teatro 2026 mettendo in luce alfabeti, culture e tradizioni diverse, che non riproducono fedelmente sé stesse, ma aprono nuove strade, offrendo altri modi di vedere e di pensare il mondo. In scena dal 7 al 21 giugno, il 54esimo Festival Internazionale del Teatro a Venezia presenterà oltre 200 artisti per 55 appuntamenti, con 11 tra produzioni e coproduzioni, 10 prime assolute, 2 europee e 4 italiane. Il titolo della rassegna diretta dall'attore statunitense Willem Dafoe è "Alter Native", che spiega: "Non esiste un significato preciso, poiché l’etimologia può essere vaga o evocativa. L’idea è quella di pensare ad 'Alter' come a un 'cambiamento' e 'Native' come alla propria natura. Oppure 'Alter come 'altro' e 'Native' come la 'cultura di provenienza'". La star aggiunge: "È l'incontro con ciò che non conosciamo a restituirci la forza originaria dello spettacolo dal vivo. Per questo ho selezionato opere provenienti da tradizioni teatrali diverse e lontane dalle logiche del mercato occidentale, privilegiando culture e territori che hanno saputo aprire nuove prospettive di lettura".