“A Napoli non esistono autorizzazioni per le bancarelle dei libri, è ora di superare questa zona grigia”: Giancarlo Di Maio della libreria “Dante & Descartes” lancia il suo appello al Comune e all’amministrazione cittadina dopo il post pubblicato sui social, e diventato virale, in cui ha raccontato di un alterco avuto con alcuni agenti delle forze dell’ordine che gli avevano chiesto di ritirare gli espositori per i libri collocati all’esterno del negozio di piazza del Gesù.
I fatti risalgono al pomeriggio di venerdì 12 giugno: “Premesso che non era mia intenzione creare con questo post un dibattito o essere strumentalizzato - spiega il librario, 38 anni e figlio d’arte (il padre è Raimondo Di Maio), una vita passata tra scaffali ed edizioni rare - Il mio racconto è solo una mera cronaca di un episodio che mi ha lasciato amareggiato, fino a portarmi a lanciare un appello sul vuoto che il Comune deve colmare, ossia quello delle autorizzazioni per l’occupazione di suolo pubblico per le bancarelle dei libri”.
Intorno alle ore 16, alcune auto con agenti, in borghese e in servizio per una operazione di polizia, hanno parcheggiato dinanzi alla libreria e agli espositori. “Erano poliziotti e finanzieri - continua Di Maio - ho chiesto loro gentilmente se potessero spostare due auto che mi impedivano di lavorare. Mi sono rivolto a loro con garbo per tre volte, poi sono scesi e con toni accessi mi hanno chiesto la licenza e tutta la documentazione del negozio, che ho mostrato. Uno di loro si è anche accanito con una sedia che tengo all’esterno per i clienti. Sull’episodio, in generale, non intendo comunque presentare un esposto”.














