BOLOGNA – E’ un applauso calorosissimo quello che accoglie sul palco di Rep Idee il drammaturgo Stefano Massini, che con Alfabeto Trump sviscera la figura del presidente degli Stati Uniti. Pronti, via. “A come arbitrio”, perché il governo di Trump è caratterizzato da “un totale arbitrio al di là delle regole. E per questo c’è un’altra A, quella di arresto”, quello di Maduro. B come biondo, e anche come bianco: perché quando Trump si attende il Nobel per la Pace, vuole accreditarsi come un vecchio saggio alla cerimonia in ricordo di Charlie Kirk. Ma anche B come birthday, compleanno: domani compirà 80 anni. “E’ una cosa che lui non accetta. Tutta la sua propaganda si regge sul corpo del re: io sono forte, giovane, prestante”. D come dazi, “applicati a tutta la Terra. Noi vogliamo quello ci spetta, pagateci i dazi. Peccato che nel frattempo la vita è schizzata. E allora D come dissenso”.
E come esibizionismo: “Trump è continuamente online. Ormai è un’icona, un’immagine fatta di pixel”. F come file, ovviamente gli Epstein files. G come guerra. “Si era presentato come quello che avrebbe fatto finire in 24 ore la guerra in Ucraina. Adesso è uno dei presidenti che ha dichiarato più guerre, salvo non chiudere quella in Ucraina. A proposito di guerra: H come Hormuz, quello stretto “che con una grandissima forma di follia è stato reso l’ago della bilancia. Una delle operazioni che passerà alla storia come una delle più incredibili della storia di tutti i nostri ultimi 150 anni, una fregatura micidiale”.







