Non è soltanto il sorprendente ritratto di un uomo di potere che sta determinando il destino dell’intero pianeta: raccontando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Stefano Massini traccia un’imprescindibile mappa del presente.
Grande firma del quotidiano, ospite fisso di Repubblica delle Idee a Bologna, sul palco di piazza Maggiore, il drammaturgo, attore e scrittore aggiornerà l’alfabeto che ha realizzato nel 2025 per le pagine di Repubblica, tre mesi dopo il ritorno dell’imprenditore alla Casa Bianca. Nell’appuntamento in programma sabato 13 giugno, le nostre lettrici e i nostri lettori ascolteranno parole nuove. «Parole — dice Massini — che erano impensabili fino a un anno fa».
Per esempio quali?
«La parola “pazzia”. Un anno dopo quell’alfabeto, ci troviamo di fronte a una domanda: Trump ci è o ci fa? Per secoli la pazzia dei potenti doveva essere nascosta. Pensiamo alla follia di re Giorgio raccontata da Alan Bennett. Oggi invece, il presidente degli Stati Uniti dice: “votatemi perché sono pazzo”. Si definisce pazzo e per questo sostiene che il presidente cinese dovrebbe temerlo. È un ribaltamento del paradigma. Finora in Occidente quando parlavamo di potere ci riferivamo a Platone: il filosofo diceva che era destinato ai saggi. Invece oggi al comando ci vanno i pazzi. Dario Fo si sarebbe divertito». Massini a Trump ha dedicato anche un libro, (Donald pubblicato per Einaudi), intrecciando la sua storia con quella del capitalismo che aveva già indagato a fondo con la Lehman Trilogy vincitrice del Tony Award.









