BOLOGNA – "Prendere posizione, essere di parte: per me essere partigiani è una cosa bella". Teatro strapieno per Viola Ardone nella seconda giornata di Repubblica delle Idee a Bologna. La scrittrice di Oliva Denaro, Il treno dei bambini, Grande meraviglia ha dialogato con Raffaella De Santis su un tema attualissimo e controverso: l’egemonia culturale. Ma è parlando del prendere posizione - a partire dal dibattito scatenato dalle frasi di Francesco De Gregori, che ha detto che preferisce non intervenire sull’attualità - che ha strappato l’applauso più lungo, tra i tanti che hanno accompagnato l’incontro.

«Mi hanno fatto male le parole di De Gregori, ma credo incarnino un po' la disillusione dei tempi, di chi a lungo ci ha creduto e ha scritto canzoni anche molto politiche. Io non credo che gli artisti, gli intellettuali, siano tuttologi; non credo che debbano intervenire su tutto. Ma se un'idea ce l'hai e hai il privilegio di avere un microfono in mano, è importante usarlo per dare la parola anche a quelli che non ce l’hanno».

Il terreno sul quale ci muoviamo, secondo Ardone, è scivoloso. E il rischio di una censura permanente è altissimo. «Da Erri De Luca, al quale è stata revocata la prolusione al festival di Salerno, alla petizione contro Eshkol Nevo a Libro Possibile, io penso che ci siano paletti insormontabili: no a chi inneggia alla violenza, ai fascismi, a chi incita al genocidio. Ma per il resto non possiamo restringerci troppo perché sennò parte la caccia alle streghe. Io non sono d'accordo con De Luca ma bisogna stare attenti. Magari lui avrebbe invece potuto prendersi quello spazio per spiegare».