BOLOGNA – “Non dobbiamo cedere a una inclinazione di un destino di guerra come se fosse scritto da qualche parte. Coloro che si confrontano sono Paesi malati al loro interno. Una malattia che comincia dalle istituzioni americane, una monarchia anarchica”. Lucio Caracciolo apre così l’incontro a Rep Idee con Massimo Giannini e Laura Lucchini: uno sguardo sul mondo e tutte le crepe che si stanno violentemente aprendo. “Quello che mi preoccupa è la convergenza delle guerre russo-ucraina e quella in Medio Oriente", osserva Caracciolo. “E Israele sta tentando una operazione suicida. Dobbiamo, come italiani e come europei, ricordare a noi stessi che non tutto può essere affidato alle armi. Dobbiamo riprendere in mano delle iniziative di pace”.
“Tornano gli imperi”, sottolinea Massimo Giannini: “Insieme a quello americano c’è una Russia che non si rassegna a essere potenza regionale. E la Cina, sullo fondo, sembra diventata quasi un fattore di stabilità. Se gli imperi ritornano, l’Europa che cos’è? Kissinger diceva che l’Europa è un gigante economico, un nano politico e un verme militare. Aveva ragione. E oggi ancora di più questa frase ci sembra vera.”. E allora “cosa dobbiamo aspirare a essere? I Paesi fondatori, quelli che dovrebbero riprendere in mano il filo del ragionamento europeo, non sono in condizione di farlo. I leader propongono come cura quella che in realtà è una malattia. Pensate a Meloni o a Orban”. Ricorda Giannini: “Sta per cominciare un ciclo elettorale in Europa. Noi cittadini abbiamo una enorme responsabilità. Al fondo, quello che è in gioco, oltre alla guerra e alla pace, è la tenuta delle democrazie liberali. Che dal punto di vista dei nuovi imperi sono rottami sacrificabili”.







