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Redazione Sport
Nuria Martinez, team manager della Spagna, ha svelato cosa si nasconde dietro alla preparazione di una partita: dalla scelta delle maglie ai menù personalizzati
Il Mondiale non si gioca solo in campo e negli uffici della Fifa, ma anche dietro le quinte. Tutto quello che vediamo — tute di rappresentanza, divise, borse e borsoni — nascondono sforzi di giorni, settimane, mesi. Lo ha spiegato bene a El Mundo Nuria Martinez, team manager della Spagna, che lunedì farà il suo esordio nel gruppo H contro Capo Verde. Se Yamal e compagni possono concentrarsi solo sulla coppa e su come vincerla, il merito è di chi — come Nuria — pensa a tutto il contorno. La logistica, gli allenamenti, l'alimentazione. A partire dall'acqua: «Si tratta di un elemento cruciale, ovviamente — ha spiegato — La Fifa ti fornisce un certo numero di bottiglie. Se ne vuoi di più, devi pagarle. Di solito te ne vengono date circa 250, ma in genere ne servono tra le 300 e le 400, a seconda del tempo. Quindi dobbiamo pagare».
Questa è la prima informazione, ma non l'unica: «Parlavamo di ghiaccio; beh, ne servono circa 180 chili per ogni partita. Parlavamo di cyclette; beh, ne chiediamo due o tre per gli spogliatoi, per sciogliere i muscoli prima ancora di uscire per il riscaldamento. Parlavamo di frutta; tra gli 8 e i 10 chili di mele, uva, banane, datteri, ecc...».











