Il brandy è pronto, la bionda è fredda, comincia il Mondiale ma già cominciamo malissimo. Non per l’invasione di serpenti a sonagli nel ritiro della Svizzera (mi pare il minimo, sono svizzeri), e non soltanto perché bisogna aspettare quasi una settimana per vedere una partita decente a un orario decente (giochiamo noi, of course), ma perché la Fifa, oltre a mettersi a pecora con l’Amministrazione Trump in modalità scimmietta che non vede non sente non parla, ha introdotto ulteriori novità nel regolamento. La battaglia di Gianni Infantino per trasformare il calcio in uno show di infotainment (là dove la info è il risultato), continua. Non contenta di tutti i danni fatti dal Var in questi anni, infatti, la Fifa ha deciso di dare ancora più poteri agli arbitri chiusi nella stanza davanti ai monitor, nella sciocca convinzione che una legge sbagliata si migliora aggiungendo commi ed eccezioni: al Mondiale il Var potrà correggere le decisioni prese sul campo dagli arbitri sul secondo cartellino giallo, sull’assegnazione degli angoli, sui falli commessi a gioco fermo e sugli scambi di persona.In sostanza aumenteranno i casi che faranno discutere e si perderà un sacco di tempo. Ecco perché si prevedono sanzioni per i giocatori che la fanno lunga: 10 secondi per uscire dal campo – e chi sgarra sta fuori un minuto tipo Giochi senza frontiere –, 5 per battere un fallo laterale, tutti i giocatori fermi nelle loro posizioni se il portiere sta a terra rantolando, guai avvicinarsi alla panchina a chiedere acqua o indicazioni – qui siamo in zona Squid Game – e calciatori fuori un minuto se soccorsi da medici e massaggiatori in campo. In onore del Grande Fratello, invece, i calciatori non potranno più parlare con la mano davanti alla bocca: labiali visibili e punibili, ecco la ricetta per debellare il razzismo dal calcio. Con la scusa del caldo, poi, ci saranno pause ristoro da tre minuti che Infantino ha già venduto agli sponsor più facoltosi, e la finale sarà un dettaglio trascurabile tra un balletto, un concerto e una televendita. La variabile più surreale è quella dei fulmini, valida soltanto negli Stati Uniti: se viene rilevato un fulmine nel raggio di 8 miglia dallo stadio, la partita dovrà essere interrotta; se nei successivi 30 minuti non cadrà un altro fulmine si potrà riprendere, in caso contrario il countdown ricomincerà di nuovo da 30. Come disse il buon Enzo Maresca quando il suo Chelsea fu costretto ad aspettare due ore per riprendere il gioco, “questo non è calcio, è una barzelletta”. E pensare che stava giocando quella pagliacciata del Mondiale per club. Insomma si parte male, malissimo, ma per fortuna succederà qualcosa che salverà tutto: la vittoria dell’Inghilterra. O no?
Var e fulmini, partono male questi Giochi senza frontiere (ops)
La Fifa ha deciso di dare ancora più poteri agli arbitri chiusi nella stanza davanti ai monitor, nella sciocca convinzione che una legge sbagliata si migliora aggiungendo commi ed eccezioni. Ma la cosa più surreale è l'interruzione causa temporale















