Un frammento di storia rimasto sepolto per secoli, o un mistero più recente custodito dal silenzio di una parete di pietra? È il rebus a cui stanno cercando di dare risposta i carabinieri e la procura dopo l'incredibile ritrovamento avvenuto nel pomeriggio di ieri, venerdì 12 giugno, al Duomo di San Giovanni Battista a Ciriè, nel Torinese. Da qualche giorno la facciata della chiesa parrocchiale è stretta nella morsa dei ponteggi per alcuni interventi di manutenzione e restauro. Tutto stava procedendo secondo la normale routine di cantiere quando gli operai, impegnati nella pulitura dei muri esterni con un'idropulitrice, hanno visto saltare una porzione di vecchia malta a causa dell'alta pressione dell'acqua.
Dietro a un mattone rimosso dall'intercapedine sono apparsi i resti di una mandibola umana, che conserva ancora alcuni denti. I lavori sono stati immediatamente bloccati. Sul posto sono intervenuti i militari della Tenenza di Ciriè per congelare la scena, effettuare i rilievi fotografici e recuperare i resti ossei.
L'area attorno al ritrovamento è stata parzialmente transennata in attesa di capire la natura del reperto. I resti si trovano ora all'obitorio cittadino: è fissata per le ore 14:00 di oggi, sabato 13 giugno, l'ispezione del medico legale che proverà a stabilire sesso, età e soprattutto l'epoca a cui risale il frammento.









