I ladri si erano calati dal tetto del Duomo di Chieri il 12 luglio 1973 e avevano rubato un tesoro inestimabile di 36 opere d’arte. Negli anni ne è poi stata recuperata una parte ma mancavano all’appello una statua della Madonna con bambino e un reliquiario di San Giuliano, di origine fiamminga e del XV secolo. Entrambi scomparsi nel nulla, fino a quando l’Arcidiocesi di Torino e il parroco del Duomo hanno ricevuto una strana e-mail dalla Svizzera: «Rivolete quelle due statue? Pagate». Una richiesta di riscatto che ha portato a un’inchiesta del Nucleo Tutela patrimonio culturale dei carabinieri e della procura di Torino, che hanno ritrovato le due opere, restituite oggi con una cerimonia solenne proprio nel Duomo derubato quasi 53 anni fa. «Oggi si sana una ferita per la città - introducono il sindaco Alessandro Sicchiero e monsignor Giraudo, a nome dell’Arcidiocesi di Torino - Grazie a questo ritrovamento, Chieri si dimostra ancora una volta un luogo crocevia della storia e della fede di intere generazioni». Aggiunge il parroco, don Marco di Matteo: «Tecnicamente non è un miracolo ma noi un po’ lo crediamo tale. Quindi speriamo che ce ne siano altri in futuro».
Quello che viene definito “Tesoro del Duomo” s’era formato a partire da 500 anni fa, grazie a due canonici della Collegiata. Una collezione raccolta nella cappella Gallieri, alla base del campanile. Ed è da lì che venne depredata nel 1973, da ladri rimasti ignoti. I banditi salirono sul tetto, scesero in chiesa, forzarono il cancello e la porta blindata della cappella. Poi fecero man bassa, scappando da una delle porte della chiesa e caricando la refurtiva su un camioncino parcheggiato sul sagrato.







