HomeAnconaCronacaLa scoperta al Guasco. Spuntano mura romane: "Palazzo monumentale?"Sopralluogo con la Soprintendenza tra la chiesa di san Gregorio e l’ex convento Birarelli. Risalirebbero al primo secolo avanti Cristo per un’altezza di oltre 4 metri. .Lo scavo iniziato mesi fa nell’area tra la chiesa di san Gregorio e l’ex convento e orfanotrofio BirarelliRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNel 1811 l’Abate Antonio Leoni, grande storiografo anconetano, sapeva che ai piedi del colle Guasco, dove già sorgeva un luogo di culto poi diventato la chiesa di san Gregorio degli Armeni (santa Palazia), scavando neppure troppo in profondità sarebbero emersi importanti resti romani. Sono dovuti passare più di due secoli affinché la previsione storica dell’Abate Leoni venisse confermata. Bastava investire tempo e risorse, come ha fatto la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ancona e Pesaro-Urbino. Ieri, guidati dal soprintendente in persona, Andrea Pessina, sono stati mostrati alla stampa i primi risultati dello scavo iniziato mesi fa nell’area tra la chiesa di san Gregorio e l’ex convento e orfanotrofio Birarelli (o come viene chiamata dagli storici ‘Casa dei Fiorentini’). Testimonianze romane risalenti probabilmente al I sec. Avanti Cristo, una mura alta almeno 4 metri e lunga per decine fino alla falesia del Guasco, unita ai terrazzamenti di rinforzo venuti alla luce l’anno scorso: "Di quella scoperta – spiega la funzionaria archeologa Sara Trotta – non avevamo cognizione, mentre qui tra l’ex convento e la chiesa si era quasi certi della presenza di importanti vestigia romane. È molto plausibile che i terrazzamenti scoperti l’anno scorso e la mura venuta alla luce più di recente siano opere collegate, magari non appartenenti allo stesso periodo storico, ma di sicuro connesse. Lo potremmo sapere scavando sotto l’ex convento che però non consente un simile intervento. L’edificio è pericolante dal terremoto del 1972, è vincolato e al momento è possibile solo metterlo in sicurezza come sta facendo la ditta incaricata. In passato erano stati messi dei fondi per recuperare l’intero edificio che si compone di varie parti, ognuna risalente a un periodo diverso, compresi gli orti delle suore che confinano con la falesia. Quei fondi non ci sono più, è dunque improbabile che si possa recuperare in tempi certi e stretti l’ex Birarelli".