"Ma è proprio impossibile lasciare in vista i ritrovamenti archeologici in piazza Arringo?" E’ la domanda che rimbalza, soprattutto sui social, dopo l’annuncio avvenuto sabato scorso del ritrovamento di tre tombe longobarde con corredi di pregio, resti di un edificio altomedievale e strutture riconducibili a un impianto termale romano. La scoperta è avvenuta durante gli scavi archeologici eseguiti in occasione dei lavori di rifacimento della pavimentazione e dei sottoservizi. La suggestione è forte, alcuni reperti rinvenuti nelle tombe, tra cui orecchini in oro e perle appartenenti a collane, sono stati spostati nell’attiguo Museo Archeologico dove fanno bella mostra in teche e la proiezione di video concernente il ritrovamento. Ma in tanti chiedono che lo scavo in piazza non sia "tombato". L’idea che quasi tutti sui social propongono è sostanzialmente sempre la stessa: "Perché non porvi una bella copertura in vetro che consenta di ammirare quanto è stato ritrovato nel sottosuolo?" Fin da subito il sindaco Marco Fioravanti è stato interpellato sull’eventualità e la risposta del primo cittadino di Ascoli è stata chiarissima. "Nessuna possibilità" ha detto, pur aggiungendo che, "tombandole, ovviamente c’è comunque sempre la possibilità di lasciare in futuro lo scavo a vista. Ma ciò non può avvenire in fretta e furia con un progetto posticcio; bisogna eventualmente fare un progetto importante, molto costoso. In questi casi si pensa a coperture trasparenti come le vetrate, ma è una soluzione che comporta poi la necessità di predisporre tutto i presìdi che servono per garantire un’opportuna areazione, altrimenti lo scavo verrebbe offuscato dall’umidità. Quindi – ha concluso il sindaco di Ascoli – diciamo che c’è bisogno, eventualmente, di un progetto grande. Per cui, al momento non si può fare, in futuro si vedrà". E’ anche la linea della Soprintendenza ai Beni Archeologici che vigila su piazza Arringo e che continuerà a studiare i dati emersi dallo scavo a prescindere dal fatto che nel frattempo sarà ‘tombato’. Oltre al problema della condensa, va considerato inoltre che vi sono numerosi sottoservizi che attraversano piazza Arringo. Rendere non calpestabile quell’ampia porzione di piazza Arringo a ridosso del Duomo rappresenterebbe infine un problema non da poco per le varie manifestazioni che vi si svolgono durante l’anno.