"Un atto barbaro e vergognoso incendiare Longola, la ricostruiremo più bella di prima. Non ci fermeranno", promette il direttore Gabriel Zuchtriegel. Dall'archeologo tedesco dipende Pompei antica e il villaggio fluviale abitato dal 1400 al 600 avanti Cristo, scoperto per caso nel 2000, durante dei lavori per la realizzazione del depuratore a Poggiomarino.
Il direttore parla dopo tre giorni da un incendio scoppiato venerdì notte, che per gli inquirenti è doloso. Appiccato da chi vuole impedire il rilancio del sito archeologico? È l'ipotesi più seguita. Distrutti i laboratori didattici che accoglievano i bambini delle scuole e un infopoint all'ingresso. A meno di ventiquattr’ore un secondo rogo di sterpaglie che i carabinieri stanno accertando se sia collegato al primo. Salvi i reperti, ottomila cassette con oggetti dell'età del Ferro appartenuti a pescatori e artigiani del villaggio protostorico, custoditi in una stanza in cemento armato.
"Ricostruiremo tutto – promette Zuchtriegel -, mi riempie di tristezza vedere il laboratorio ridotto così. Lì i bambini e le scuole svolgevano delle attività in base a un accordo con il Comune". I fondi ci sono, il ministero della Cultura e il parco archeologico hanno in campo lavori per tre milioni. Nel frattempo Zuchtriegel annuncia "con il commissario Gabriella D'Orso abbiamo in programma nuove iniziative".










