C’era un tempo in cui ci si impegnava su parole importanti: accoglienza, integrazione, condivisione.
Nella scuola primaria l’accoglienza e l’integrazione rivestivano un ruolo fondamentale: gli alunni che venivano da lontano erano considerate delle risorse, momento finale di un processo lungo e complesso che, quando andava a buon fine, formava cittadini esemplari. Esempio evidente di questo circolo virtuoso la partecipazione di Ghali alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina dove ha cantato la lirica di Gianni Rodari «Promemoria». Un autore e un testo imparato nei banchi di scuola, conservato in una radura della mente e poi espresso in modo semplice e poetico.
Integrazione perfettamente riuscita!
A partire dal dramma di Cutro in poi la politica ha trattato il problema dell’immigrazione come un semplice problema di ordine pubblico, inasprendo le pene, affollando le già precarie strutture carcerarie del nostro paese trascinandole al collasso. Il fallimento più evidente di questa politica che scambia la prevenzione con la repressione è il numero di minori nelle carceri italiane costretti a seguire le mamme detenute.
Attualmente sono 26. Sembra un numero insignificante in realtà è un numero enorme così come ha rilevato con forza il Presidente dell’Unicef Italia, Nicola Graziano. Nell’occasione il Presidente ha annunciando anche la creazione di un lungometraggio dedicato ai piccoli reclusi nelle carceri italiane dal titolo chiaro ed evidente «Apri!».














