Caro Carlino, A proposito dei recenti fatti di teppismo, violenza e distruzione compiuti da ragazzi nella nostra città mi sento di sottolineare che non è solo questione di ordine pubblico e di sicurezza, di mancanza di personale o di presunte inefficienze delle istituzioni.
E’ una capacità educativa – fatta di severità e di accoglienza – quella che sempre più manca. A tutti i livelli. Innanzitutto nella famiglia, nella stragrande maggioranza delle famiglie; poi nella scuola, in tutti gli ambiti della vita sociale, nelle attività sportive, ludiche, nelle fabbriche, negli uffici, nelle spiagge ecc.
Gli adulti, ripeto in primis i genitori, non sanno più chiamare e richiamare i figli, riprenderli, giudicarli, correggerli… con parole precise, aspre, severe. Non sanno più intervenire, redarguire, sanzionare… con autorevolezza e, quando ci vuole, con autorità.
Gli adulti, sempre in primis i genitori, non sanno più accogliere, accompagnare, seguire, indicare ciò che è bene e ciò che è male; suggerire, indicare i motivi del vivere, dello studiare, del lavorare. Tanti ragazzi sono soli, non viene detto loro perché si è al mondo, se c’è un senso al dolore, alla sfiga come la chiamano loro… La loro vera condizione è non saper vivere, affrontare le situazioni, non saper perché vivere e per chi e con chi vivere, essere soli, appunto.






