È molto facile perdersi dietro alla statura di un gruppo, contemplandola unicamente attraverso la sua silhouette grandissima e speciale; “speciale” nel modo in cui è diventata speciale per ognuno. I Radiohead sono speciali per moltissime persone, vantando una fanbase tra le più folte e agguerrite del rock contemporaneo. Nonostante questo, due figure sono riuscite comunque a imporsi con grande originalità anche al di fuori del progetto Radiohead. Thom Yorke, frontman dalla sensibilità straordinaria, ha costruito negli anni un percorso parallelo perfettamente riconoscibile, tra elettronica, canzone spettrale, nevrosi ritmica e disfacimento della forma pop. Jonny Greenwood, dal canto suo, è diventato quasi un compositore contemporaneo prestato al rock, o forse il contrario: autore di tutte le ultime colonne sonore di Paul Thomas Anderson - alcune delle quali indimenticabili: Il filo nascosto (2017) e Una battaglia dopo l’altra (2025), su tutte ˗, orchestratore, sperimentatore, figura ormai pienamente autonoma nel paesaggio musicale degli ultimi vent’anni. Senza troppi giri di parole e false smancerie per gli altri: i due astri più luminosi sono loro.

È però interessante anche la carriera del batterista Philip Selway, col suo alternative folk. Nel suo disco d’esordio da solista, Familial (2010), possiamo trovare Lisa Germano, Glenn Kotche e Jeff Tweedy, praticamente la crema dell’indie americano di fine Novanta/inizi Duemila. Nessun disco per Colin Greenwood, fratello di Johnny, bassista della band, nonché colui che diede il demo dei Radiohead a Keith Wozencroft, rappresentante di vendita EMI, dopo averlo riconosciuto nel negozio di dischi in cui lavorava, prima di arrivare al successo con la musica. Per lui tour e collaborazioni con i Bad Seeds, la storica band di Nick Cave, ma nessun progetto collaterale vero e proprio. Non è così per Ed O’Brien, l’altro chitarrista assieme a Johnny Greenwood, famoso, tra le altre cose, per la sua corposa (e invidiabilissima) collezione di pedali per effetti per chitarra. Autore di Earth (2020) a nome EOB e di Blue Morpho, appena uscito per Transgression Records.