HomePratoCronacaCtn e artigiani sul Patto etico : "Il discrimine: la legalità, non l’etnia. Negli anni controlli insufficienti"La reazione sul documento presentato dalla diocesi. "Giusta iniziativa, disponibili a collaborare" "L’espressione distretto parallelo è inattuale? Cambiamola, ma c’è un’ oggettiva diversità a livello di sistema".Controlli in una confezione cinese (foto d’archivio Attalmi)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl ‘Patto etico’ lanciato dalla diocesi, una sorta di manifesto antisfruttamento, apre inevitabilmente il dibattito. Lavoro, legalità, integrazione, responsabilità: sono temi su cui Prato si interroga guardando anche quello che vuole essere. Confindustria Toscana Nord, Cna Toscana Centro e Confartigianato Prato intervengono con una nota congiunta riconoscendo che il documento dell’Ufficio Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Prato in tema di legalità "è un contributo prezioso alla riflessione su un aspetto cruciale della vita della città".

"Molti dei contenuti del documento sono largamente condivisibili ed evidentemente, quasi naturalmente, riscontrabili nella realtà, a cominciare dalle relazioni esistenti fra le varie componenti della cittadinanza pratese. Del resto sarebbe impossibile che una popolazione immigrata che costituisce un quarto del totale rimanesse come un’isola a sé stante, senza alcun legame con i cittadini “storici” di Prato. Oltre che impossibile, non sarebbe affatto auspicabile, in quell’ottica di accoglienza che proprio nella Chiesa trova un autorevolissimo sostenitore". Ma il problema, continuano le categorie economiche, "è, viceversa, che questi legami col territorio sono troppo blandi, spesso per scelta degli stessi ‘nuovi pratesi’ o di chi esercita un qualche potere su di essi".