“Io il generale Vannacci non ho la fortuna di conoscerlo così bene. Una volta in un ristorante, però, ho avuto modo di incontrarlo. E’ una persona amabile, molto lontana dal personaggio pubblico. Al che mi sono presentato e lui mi fa: ‘ma lei non si deve presentare, so benissimo chi è. Anch’io sono un democristiano come lei e ho sempre votato Dc’”. E allora, onorevole Gianfranco Rotondi, lei che è l’ultimo vero erede della storia scudocrociata, a quelle parole è per caso sobbalzato? Stiamo pur sempre parlando del generale Vannacci. “Guardi, la Democrazia cristiana al suo interno conteneva di tutto. E quindi aveva anche delle presenze reazionarie, sicuramente in una parte dell’elettorato. Che però riusciva a tenere a bada. I leader democristiani sapevano come prendere i voti, pure di quelli che avevano posizioni esagerate, ma li mitigavano, li moderavano, li rappresentavano con una modalità diversa. Vannacci saprà conquistare questa qualità? Io glielo auguro”.Giovedì, in Parlamento, la premier Giorgia Meloni ha individuato nell’ex vicesegretario della Lega e attuale leader di Futuro nazionale il principale bersaglio. Forse anche a causa di sondaggi che vedono Fn in crescita, potenzialmente decisivo per vincere o perdere le elezioni dell’anno venturo. Fa bene la presidente del Consiglio a dire ai vannacciani “la vera destra non siete voi” e a paventarne un’esclusione dal centrodestra? “Io vengo dalla scuola di Fiorentino Sullo, il quale 50 anni fa mi insegnò che in politica le cose valgono solo nel momento in cui si dicono”, risponde Rotondi. “Solitamente 24 ore dopo quelle dichiarazioni non sono più valide. Perché la politica non è una scienza esatta bensì un caleidoscopio che cambia continuamente immagine. Del resto, anche Churchill diceva che una settimana in politica è un tempo lunghissimo. Quindi non mi affannerei troppo su questo, anche perché la decisione finale dipenderà da molti fattori, molti dei quali saranno indipendenti dalla nostra volontà”. Eppure c’è chi, guardiamo principalmente all’area moderata che va da Forza Italia a Maurizio Lupi, difficilmente potrebbe essere compatibile con le sparate del generale. “Io credo – ragiona allora Rotondi – che la grossa differenza con Vannacci siano le posizioni sull’Ucraina. E però, noi tutti speriamo che quello possa non essere più un tema tra un anno, perché magari nel frattempo si sarà arrivati alla pace. Per quel che riguarda le differenze che io chiamo ‘etico-sociali’, senz’altro ci sono. Ma non sono affatto sicuro che siano differenze più marcate di quelle che osserviamo a sinistra, ad esempio tra le posizioni di Elly Schlein e dell’ala cattolica-riformatrice del Pd. Poi, certo, se sarà davvero un democristiano reazionario o l’equivalente italiano dell’estrema destra che vediamo in giro per l’Europa, ad esempio con l’Afd in Germania, beh questa è un’evoluzione tutta da vedere”.Secondo l’ex ministro e attuale deputato eletto nelle file di Fratelli d’Italia (da indipendente) a ogni modo Vannacci permetterà alla destra di sciogliere un bel po’ di nodi rimasti irrisolti. “Per il centrodestra e per Giorgia può essere una grande opportunità. Se Vannacci vende l’estrema destra, dobbiamo smetterla di litigarci con Salvini l’ultima ‘testa rasata’. Lasciamole tutte a lui e parliamo all’elettorato cui si rivolge la Picierno, il centro moderato, il cattolicesimo di base. Siamo sicuri che l’elettorato che perderemmo sia maggiore di quello che guadagneremmo? Non voglio fare della contabilità cinica, ma la politica è anche questo”. Dato che Vannacci, come FdI, è favorevole alle preferenze, potrebbe esserci un suo maggior coinvolgimento sulla legge elettorale? “Se serve al paese, se è costituzionale, la legge si porta avanti in Parlamento con o senza Vannacci. Sulle preferenze 30 anni fa a noi della Dc dicevano che servissero a premiare il voto mafioso. Mi è sempre sembrata una lettura esagerata ma certo, oggi che i partiti sono molto meno organizzati, avrebbero molta più rilevanza i cosiddetti pacchetti di voti. Ecco perché al Parlamento consiglierei una riflessione pacata, prudente”. Chiosa democristiana.
Rotondi: “Vannacci mi ha detto che è democristiano. Meloni lo attacca? In 24 ore cambia tutto”
L'ex ministro e "ultimo erede" della Democrazia cristiana: "Anche la Dc aveva delle presenze reazionarie, ma l'evoluzione del generale è tutta ancora da vedere. Se sceglie di essere una destra estremista per la premier si apre una grande opportunità al centro"











