"Lo stretto di Hormuz non sarà più come prima, tutti pagheranno un pedaggio". Questa è la linea di Teheran. Ma dopo botta e risposta, versioni contrastanti e il presidente Trump che batte i pugni sul tavolo, l’accordo per prolungare il cessate il fuoco e concludere la guerra fra Usa, Israele e Iran sarebbe davvero vicino, se non altro perché a dirlo è anche il ministero degli Esteri iraniano. Forse anche a queste condizioni. Il capo della diplomazia di Teheran, Seyed Araghchi ha scritto ieri pomeriggio su X che "il memorandum d’intesa di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione".
La firma dovrebbe avvenire a Ginevra, forse già domani, alla presenza del vice presidente JD Vance mentre Trump sarà alla Casa Bianca per festeggiare i suoi 80 anni. Non ci sono conferme ufficiali nonostante i tempi stretti, ma la Svizzera ha fatto sapere di essere disponibile e ieri alla base aerea di Ramstein, in Germania, erano già arrivati quattro aerei da trasporto americani con il necessario per organizzare la visita di Vance. Cosa ci sia esattamente nell’accordo non è chiaro. Trump canta vittoria ma in realtà i termini, secondo quanto filtra, non appaiono particolarmente favorevoli. E alcuni punti sono molto spinosi.








