HomePisaCronacaProduttività toscana stagnante?: "Siamo ancorati a modelli vecchi"Il professor Di Minin: "Per anni non si è sentita l’esigenza di mettere in connessione i motori di sviluppo. Bisogna trasformare il sapere in saper fare: in passato si è fatto, ma ora è necessario aggiornarsi".Proseguiamo il viaggio nell’analisi dell’economia e del mondo del lavoro in ToscanaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Mario FerrariPISAProfessor Alberto Di Minin, ordinario di Management alla Scuola Sant’Anna, partiamo dal dato più rumoroso: perché cala il Pil toscano? "Perché per molti anni università e imprese hanno giocato in difesa: ognuno ha fatto abbastanza bene il proprio lavoro senza attivare nuovi motori di sviluppo. Ma il mondo è cambiato e la Toscana è rimasta ancorata a un paradigma industriale che oggi mostra tutti i suoi limiti".

Qual è oggi il principale problema della Toscana? "Il più importante è che l’economia regionale è intrappolata in un circolo vizioso".

Cosa intende? "Che la produttività cresce poco, i salari ristagnano, le imprese investono meno e la popolazione invecchia. Questo spinge fuori i giovani qualificati, abbassa la qualità del lavoro, rende più difficile il ricambio generazionale e indebolisce la capacità del territorio di attrarre competenze e investimenti".