È stato presentato il consueto Rapporto di Banca d’Italia sull’economia regionale toscana. L’esordio della pubblicazione è secco: “Nel 2025 la crescita dell’economia toscana si è mantenuta modesta”. Tradotto in numeri significa che l’aumento del Pil regionale è stato dello 0,4% contro un valore nazionale dello 0,5% (l’anno scorso era 0.6% contro 0,7). La Toscana cresce poco, meno dell’Italia e meno dell’anno precedente.

Una debolezza legata al settore manifatturiero, anche in presenza di un aumento dell’export. Un punto chiave questo, come sottolinea Banca d’Italia: i settori che esportano non trattengono in Toscana valore aggiunto, come il farmaceutico e la gioielleria. La crisi del settore moda sembra migliorare, anche se non siamo tornati ai livelli precrisi. L’edilizia tiene sostenuta dalla domanda pubblica e dal PNRR. Il turismo si sposta sempre di più verso gli affitti brevi mentre ristagna l’offerta alberghiera tradizionale.

Una nota importante del Rapporto riguarda lo stato di salute finanziaria delle imprese: “Per il complesso del settore produttivo, la redditività si è confermata su valori positivi per un’ampia quota di imprese e la liquidità è rimasta elevata nel confronto storico, anche per la limitata attività di investimento delle imprese, in special modo per quanto riguarda le tecnologie avanzate”. Una frase che spiega una parte importante del ritardo dell’economia toscana: si innova poco e si investe poco, pur mantenendo livelli di redditività alta.