L’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana (Irpet) ha presentato il suo ultimo rapporto annuale – intitolato Tenuta, rischi e prospettive di rilancio per l’economia toscana – a Palazzo Strozzi Sacrati, insieme al presidente Eugenio Giani. Il rapporto stima per il 2026 un magro +0,5% per la crescita del Pil, rispecchiando le difficoltà che si respirano anche a livello nazionale e internazionale. Offre al contempo un’importante disamina del sistema energetico regionale, individuandone punti di forza (a partire dalla geotermia) ma anche di debolezza strutturale, che le istituzioni locali sono oggi chiamate a superare favorendo l’installazione di impianti rinnovabili sul territorio. Riportiamo di seguito un estratto del rapporto Irpet.
Un aspetto centrale nell’evoluzione della domanda finale energetica riguarda l’elettrificazione dei consumi. All’interno del quadro complessivo dei consumi energetici, l’elettricità rappresenta il principale vettore della transizione energetica. Molte politiche di decarbonizzazione si basano infatti sull’elettrificazione degli usi finali: pompe di calore nel riscaldamento, veicoli elettrici nella mobilità, processi elettrificati nell’industria, digitalizzazione dei servizi e produzione distribuita. Tuttavia, l’elettrificazione riduce la vulnerabilità energetica solo se l’elettricità è prodotta in misura crescente da fonti rinnovabili, nazionali o regionali. In caso contrario, il sistema rischia semplicemente di spostare la dipendenza dalle importazioni dirette di combustibili alla dipendenza da gas o da elettricità importata.










