HomePistoiaCronacaProduzione industriale. Pistoia ’tiene botta’: "Ma permane fragilità"Gli ultimi dati di Confindustria non lasciano sereni. L’analisi di Capecchi. Così Romagnoli: "Il nodo del costo di energia e materie prime è prioritario".Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord, insieme al vice presidente ’pistoiese’ Massimo CapecchiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciTimidi segnali di tenuta, in un quadro generale di area a segno meno. Primo trimestre 2026 a +1,2% per la produzione industriale a Pistoia, a registrare, così la rilevazione del Centro Studi Confindustria Toscana Nord, una performance migliore anche rispetto al contesto italiano, ma anche nei confronti dello stesso periodo del 2025. A restituire luci e ombre in un generale clima di fragilità che fa fatica ad allentarsi è Massimo Capecchi, vicepresidente della delegazione di Pistoia, nel più ampio quadro di analisi che per le province di Lucca Pistoia e Prato racconta di una relativa stabilità (o minimo arretramento) tradotta in -0,4%.
"Rispetto allo stesso periodo del 2025, il primo trimestre di quest’anno – dice Capecchi - ha fatto registrare una buona performance soprattutto del settore chimica, plastica e lavorazioni non metallifere (+9,1%) grazie a ordini che provengono soprattutto dall’interno; positiva, e non solo per il contributo del settore ferrotranviario, anche la metalmeccanica (+2,3%) come pure, anche se di poco e con un dato sostenuto principalmente da ordini interni, l’alimentare (+0,7%). Positivo anche il dato di abbigliamento e maglieria (+1%), unica voce con il segno più nell’intero comparto moda, dove invece sia il tessile (-3,5%) e soprattutto le calzature (-5,3%) flettono. Negativo il dato del mobile (-2,4%) e, seppur di poco, quello della carta (-0,9%). Ancora una volta la molteplice tipologia delle imprese della provincia consente di ottenere, alla fine, un valore complessivo positivo".











