L’industria piemontese non arretra. Nonostante la stagnazione economica nazionale, le tensioni internazionali e l’aumento dei costi energetici e logistici, la manifattura regionale conferma il trend positivo già emerso nel 2025, chiuso con una crescita dell’1,4%. Nei primi tre mesi del 2026 la produzione industriale è salita del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La spinta dell’“accelerazione precauzionale” Secondo l’indagine congiunturale di Unioncamere Piemonte, realizzata con Intesa Sanpaolo e UniCredit su 1.733 imprese, parte della crescita potrebbe essere legata a una “accelerazione precauzionale”. Le difficoltà del traffico marittimo lungo le rotte mediorientali hanno infatti spinto molte aziende ad anticipare produzione e approvvigionamenti per evitare futuri blocchi della catena logistica, aumentando così le scorte di magazzino. «Dietro la media regionale si nasconde però un Piemonte a due velocità – osserva il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia –. Se micro e piccole imprese crescono rapidamente e province come Alessandria e Biella mostrano risultati brillanti, alcune aree del Nord della regione continuano a soffrire».
Nel comparto automotive, sostenuto anche dall’aerospazio, la produzione di autoveicoli segna una netta inversione di tendenza con un balzo del 12,4%, mentre la componentistica resta stabile. Più contenuta la crescita della meccanica (+0,7%), mentre la filiera del legno è l’unica in calo (-0,8%). I settori più dinamici Quasi tutti i comparti registrano aumenti superiori al 2%. Le performance migliori arrivano da: elettricità ed elettronica (+3,3%); metalli (+2,6%); alimentare (+2,5%); mezzi di trasporto (+2,4%).







