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Anche davanti ai più recenti movimenti nel mondo bancario italiano, imperniati su Monte dei Paschi di Siena, «governo e politica si limitano a fare le regole, non devono essere arbitri ma individuare i meccanismi di controllo, in Italia e in Europa. Non spetta dunque all'esecutivo scendere in campo con la maglia di una delle parti. La parola spetta alle autorità, non alla politica». Questo il chiaro messaggio che Antonio Tajani, vicepremier nonché ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, ha voluto affidare a Milano Finanza in relazione all'opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps poche ore dopo l'invito a nozze recapitato a Siena da Banco Bpm.
Domanda. Ministro, entrando nel vivo dei più recenti nodi del risiko bancario italiano, cosa pensa delle due proposte concorrenti relative a Mps?
Risposta. Noi siamo da sempre i difensori del libero mercato, ovviamente nel rispetto rigoroso delle regole. Le iniziative di varia provenienza a cui assistiamo in questi giorni dimostrano che il sistema bancario italiano è sano, ha superato la crisi del 2008 e degli anni successivi, è cresciuto e si è consolidato. Questo è un bene. Le banche italiane sono di nuovo in grado di raccogliere risparmi ed erogare prestiti, assolvendo a un compito che coincide col nostro obiettivo: avere banche che siano protagoniste nel mondo della finanza, ma anche al servizio dei cittadini e delle imprese giorno dopo giorno. Senza fare il tifo per questo o quell'istituto, lavoriamo perché il sistema sia di supporto nel suo complesso all'economia reale e alla crescita.













