L’annuncio della vittoria è stato il trentanovesimo secondo la Cnn che ha deciso di conteggiare i proclami che si susseguono nel giorno globale della marmotta in cui l’aggressione israelo-americana all’Iran sembra avere precipitato il mondo.

La fantascienza ucronica sembra oramai il paradigma più calzante per un conflitto in cui guerra e pace, diplomazia e politica sembrano essere stati definitivamente sostituiti da un incessante rullo di propaganda interessata.

COME IL SOLDATO serialmente reincarnato in Mickey 17 o Tom Cruise perpetuamente rinato sul campo di battaglia in Edge of Tomorrow – Senza domani l’«accordo di pace» è stato dunque riesumato ieri da Donald Trump. La notizia è stata quasi subito messa in dubbio da indiscrezioni iraniane su un presunto elenco di rivendicazioni inaccettabili (fra cui 300 miliardi di risarcimenti). Puntuale la contro-sfuriata presidenziale: fake news «deboli e patetiche»,

«INACCETTABILE, sarà meglio che mettano la testa a posto!». Stavolta, però, a differenza di precedenti tentativi di piegare univocamente la realtà alla propria volontà, la veridicità di un imminente possibile memorandum di intesa è sembrato essere confermata da fonti attendibili della controparte.