Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl ministro degli Affari Regionali, Roberto Calderoli, sta spingendo affinché almeno un primo scampolo di autonomia differenziata venga approvata prima della fine della legislatura. Così in parlamento sono arrivate le intese preliminari già raggiunte e i documenti sono stati incasellati per il relativo iter, col titolo: «Schemi di intese preliminari tra il governo e le Regioni per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione». Dopo il previsto placet del parlamento le assemblee delle quattro regioni che hanno trattato col governo potranno approvare gli accordi, che a questo punto diventeranno definitivi e torneranno al parlamento per l’approvazione finale (a maggioranza assoluta), atto conclusivo del complesso (e controverso) iter.

I quattro cavalieri dell’autonomia

I quattro presidenti che stanno cavalcando l’autonomia differenziata e chiedono il via libera di governo e parlamento sono i leghisti Attilio Fontana (Lombardia) e Alberto Stefani (Veneto), il forzista Alberto Cirio(Piemonte), l’indipendente ma sostenuto dal centrodestra, Marco Bucci (Liguria). Festeggia Stefani, ricordando che il Veneto è il capofila del movimento per l’autonomia: «Avremo la possibilità di avvalerci della facoltà di autonomia orizzontale. Ovvero, con una legge regionale, il Veneto, nelle materie di sua competenza, potrà concludere accordi con altri Stati e intese con Enti territoriali interni ad altro Stato. L’autonomia ci permetterà di essere protagonisti, non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo».